Alfio Antico in Tour 2007 : "Balla tu ca ballu ju" |
“Può un tamburo parlare? Può una pelle conciata e distesa su un telaio di legno avere un’anima? Può un ritmo percussivo tramutarsi in un canto d’amore? Con Alfio Antico, la rispota è sì. Alfio non è un semplice virtuoso della tammorra: il suo rapporto con lo strumento è quello di un uomo che si rivolge al suo migliore amico e sa che questo non lo tradirà mai…………. Alfio Antico è un istintivo della musica…………..” Il Giornale di Sicilia, 30 ottobre 2000 “………. Da tempo Alfio e i suoi tamburi sono divenuti, per chi ama la musica, una specie di marchio di garanzia, poiché egli appartiene di diritto alla schiera di coloro che praticano la musica popolare non per scelta ideologica, ma per diritto di appartenenza: Alfio non “fa” musica popolare, “è” il residuo vivente di un’antica tradizione, quella del percussionismo meridionale centrato sull’uso della tammorra, del tamburo, o meglio dei tamburi di varie forme e dimensioni…….” Giorgio Rimondi, Il Resto del Carlino, 3 maggio 2000 “…….Il suo tamburo, ovvero lo spirito che abita in questo artista siciliano, poeta e antipoeta, cantastorie verace, che crea i propri versi attingendo alla tradizione, ma non alla cultura canonica.……….assistere a un concerto di Alfio è un’esperienza teatrale oltre che musicale. Lui sa far vibrare questa pelle come fosse ancora viva; la accarezza, la sfiora, la picchietta. E il tamburo si trasforma, si anima, diventa parte di Alfio stesso, mentre racconta le storie di antiche ballate, di fiabe remote, di vulcani e foreste perdute….. Silvia Siena “L’Arena” Il Giornale di Verona “…… E’ innanzitutto, musica diretta e immediata ma, nello stesso tempo è musica che nasce da una esigenza poetica…… l’artista siciliano compone un unico affresco sonoro melodico e ritmato con echi del passato e i moderni ritmi del Mediterraneo. Da sempre attento alla ricerca della tradizione canora e musicale della sua terra……il nuovo corso di Alfio Antico piace: ovazioni, bis reclamati a furor di popolo, pubblico che non abbandona la sala finchè non è esaudito. Un concerto che ancora una volta esalta le sue incredibili capacità espressive e parallelamente si pone come un’interessante esempio di nuova musica popolare…. Se oggi villanelle, moresche, tammurriate e fronne ritornano prepotentemente nell’immaginario sonoro della nuova musica è anche merito suo.” Carlo Ferrajuolo, Il Giornale di Napoli, sabato 9 marzo 1996 “Si può riscrivere uno strumento musicale? Certo se a suonarlo è un virtuoso del calibro di Alfio Antico……….. Era l’attesa del miracolo. E il miracolo, compiuto da una tecnica straordinaria e da una strenua passione è arrivato quando Alfio, rimasto solo sul palcoscenico ……..” Enrico Fiore, Il Mattino –venerdiì 13 settembre 1985
|